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Quante Penelope aspettano speranzose, ancora oggi, l’arrivo dell’amato nei porti del Mediterraneo?

  Come tutti i miti anche quello di Penelope si evolve nel tempo. E di strada ne ha fatto, la moglie di Ulisse, dalla lettera che le dedicò Ovidio e dalle pagine in cui Omero l’ha immortalata, narrando le gesta del suo sposo Odisseo. L’attrice Viviana   Bovino (anche autrice del testo e coreografa) e il regista Gregorio Amicuzi, sotto il cielo stellato del Nuraghe Arrubiu, nell’ambito della XIV Rassegna NurarcheoFestival ( organizzata dal Crogiuolo di Rita Atzeri) ne hanno proposto, ieri, 17 luglio 2022,  una rivisitazione in uno spettacolo di teatro-danza che si sviluppa, quantomeno,   su due distinti livelli. Il primo è quello classico, della ricerca   spasmodica d’un amore impossibile, dell’attesa di un ritorno, tra dubbi e speranze, dell’assedio di amori alternativi non voluti, forse proprio perché concreti e possibili (una discrasia che ci è stata restituita, in tempi più recenti, perfino dal poeta maledetto, o da chi per lui, nella poesia “Ed io ti p...