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Delitto al Quadrivio

  https://www.amazon.com/dp/B0C2YZZVQS Capitolo Secondo Come ogni mattina, anche quel lunedì, il commissario Santiago De Candia, lungo il percorso che da casa sua, in via Monteverdi, lo conduceva alla Questura, fece una breve sosta all’edicola di Largo Gennari. Checco gli allungò subito i due soliti quotidiani, piegati in quattro: La Stampa e L’Opinione. Come tanti cagliaritani, chiamava il quotidiano cittadino “l’Opignone”; il commissario, nonostante fosse nato   in Sardegna, non aveva ancora   capito se si trattasse di un difetto   di pronuncia oppure di un vezzo. La seconda sosta, più lunga, era quella al Bar di Tonio, il Caffè Intilimani , come recitava l’insegna, unendo in una sola locuzione il nome composto di un famoso gruppo musicale cileno degli anni ’70 da cui, verosimilmente , il fondatore del locale aveva preso ispirazione. Seduto al suo solito tavolino, in fondo al locale, mentre provava a sorseggiare   il suo cappuccino bollente e senza sch...

Delitto al quadrivio

  https://www.amazon.it/dp/B0C2YZZVQS Capitolo Primo L’Avvocato Luisa Levi venne svegliata dallo squillo del suo cellulare proprio mentre sognava suo padre, morto dodici anni prima. Le sembrò d’essersi addormentata da molto, ma in realtà la sua   sveglia, una volta accesa l’abat-jour del suo comodino, segnava appena l’una   e mezza circa. Si ricordò in un lampo che era il suo turno di reperibilità come difensore e rispose al cellulare. -         «Carabinieri Radio Mobile»- disse una voce maschile dall’indefinito accento centromeridionale. -         «Qui è l’avvocato   Luisa Levi.»- -         «Buongiorno avvocato. Sono l’appuntato   Frongia. Al Palazzo mi hanno dato il suo nome per il turno d’ufficio…» Il cognome denotava una chiara origine sarda, nonostante l’accento, che oscillava tra Roma e Napoli.     -«Sì, certo. Cos’è successo?...

Omicidio a Cagliari-12

  Dopo il caffè andò a ripescare il quarto volume della sua Storia del Teatro della Garzanti e, sdraiato sul divano, si concentrò su Arthur Schnitzler. Scoprì che l’ultimo  film di Kubrick, un regista che aveva apprezzato molto in gioventù, e che avevano da poco ripassato in prima assoluta TV, era stato tratto da un romanzo dell’autore viennese ‘Doppio sogno’; lo stesso commediografo della ‘Giovane Vienna’ che a suo tempo scandalizzò i benpensanti suoi contemporanei con ‘Girotondo’, il dramma in programmazione al Teatro Massimo, che la sua amica Luisa Levi lo aveva invitato a vedere all’indomani. Il commissario De Candia amava molto il teatro; sicuramente più del cinema; suo padre era stato abbonato per una decina d’anni,  alla rivista ‘Il Dramma’, il quindicinale che Lucio Ridenti, alias Ernesto Scialpi, aveva diretto sino alla fine degli anni sessanta; su quella rivista, sin da ragazzo, si era fatto una certa conoscenza del  teatro di prosa italiano in auge negli a...