Se trovate in quei burroni profondi Che in vita chiamavo foibe, uno scheletro legato con il fil di ferro ad un altro scheletro, legato ad un altro scheletro e a un altro ancora, quello son’ io. Non cercatemi in un posto qualunque, in un fosso o in una buca. Io giaccio in quei recessi contorti che si chiamano foibe. Avvolgetemi, ve ne prego, in un drappo bianco E restituitemi ai miei cari, alla mia Patria e alle cose di Dio. Non odio nessuno e perdono tutti. Solo un’ultima cosa vi chiedo: aprite gli occhi dei vostri figli sulla verità!