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Avventura Fantozziana



 Recentemente la nostra nuova automobile ha presentato dei difetti di fabbrica. La Concessionaria, bontà sua, mi ha concesso l'auto sostitutiva. Mia moglie, quando l'ha vista, si è subito lamentata:

 "Ecco che ci hanno rifilato  la solita auto scadente, obsoleta, uno scarto su quattro ruote, rifiutata da tutti, fuori mercato". 

Io ero troppo arrabbiato per i difetti palesati dalla nostra auto per degnare quest'auto di qualche considerazione. 

" E soprattutto", ha aggiunto mia moglie completando la sua protesta  "è un'auto senza le portiere posteriori. Io odio queste auto. Ti ricordi che ne abbiamo cambiata una proprio perchè aveva soltanto le  portiere anteriori e quella del cofano?" Io mi ricordavo bene perché quell'auto l'avevamo appena finita di pagare, era nuovissima e non ero d'accordo a versarla per comprarne un'altra. Me lo ricordo al punto che al solo sentire la marca e il modello di quell'auto mi assale un disagio e un'avversione che me la fanno letteralmente detestare.

La sera andiamo all'aeroporto a prendere nostra figlia. Già al mattino, dopo fatta la spesa, ho tentato di sollevare il sedile del passaggero per sistemare la roba dietro, senza riuscirci. Ho tentato anche dal lato del guidatore. Niente da fare. Prima di perdere la pazienza mi sono detto che forse il cofano era abbastanza capace da ospitare la mia spesa. Ma all'aeroporto mi sono incapponito. Mia figlia doveva sedersi dietro e il sedile doveva sollevarsi per forza. Non si sollevava forse il sedile delle vecchie cinquecento? E quando le automobili erano tutte a tre porte (anzi, ai miei tempi si diceva a due portiere, senzo considerare la portiera del cofano, che secondo me continua a essere uno sportellone e non una portiera; ma il commercio, si sa, ha le sue leggi ferree). 

Prova e riprova, giuro che stavo per divellere le parti in plastica, dalla rabbia e dalla frustrazione di questi sedili che non volevano saperne di sollevarsi per cvonsentire a mia figlia l'accesso al sedile posteriore. Senza contare che in aeroporto,  inostri illuminati amministratori, hanno pensato bene di darci dieci minuti di aria e libertà a disposizione, scaduti i quali, se non hai un sacchetto di monete sonanti, non puoi uscire dall'aeroporto. E io non avevo ne monete ne banconote appresso.

Per fortuna mia figlia è abbastanza agile e quando mi ha visto adirato er rosso in viso ha saltato il sedile come un capriolo e si è accomadata dietro.

Quando siamo arrivati a casa ho visto mia figlia sbucare fuori dall'automobile dopo avere aperto dall'interno una invisibile portiera! Ci siamo fatti una grassa risata, dandoci dell'imbecille per non essercvi accorti che l'automobile era in realtà una cinque porte. Soltanto che quelle posteriori erano nascoste, cewlate dietro un disegno e una linea che non lasciavano intravvedere l'esistenza di maniglie o di qualunque tipo di apertura. 

La mia però era una risata amara. E non so se fossi più dispiaciuto con me stesso o contro  la signorina che ci ha consegnato l'auto, che si è trattenuta cinque minuti a dirci che l'automobile aveva il pieno della benzina  e dovevamo restituirla con il pieno ecc, ecc, ripetendoci per tre volte che l'auto aveva il pieno, che guardassimo bene la freccia  del serbatoio, tutta protesa alla destra, a fine corsa, in quanto essa segnava la presenza del pieno e non dovevamo prendere la cosa sottogamba, in quanto prima di restituirla,  saremmo dovuti passare dal benzianaio e ordinare il pieno, e riempire il serbatoio dell'auto  sino a quando la freccia non ritornava in quella identica posizione che adesso lei ci mostrava e noi dovevamo guardarla, convenendo con lei che sì, l'auto aveva effettivamente il pieno.

  Ma questa benedetta ragazza invece di stare lì a menarcela con questo cacchio di pieno non poteva dirci che l'auto era una cinque porte e aveva le portiere posteriore celate da maniglie invisibili?

Ma  infine conclusi che forse ero  ancora più adirato contro che ci ha venduto un'auto difettosa, obbligandoci a guidare un'auto sconosciuta, in sostituzione della nostra. 

Alla fine mi sono detto che mi ero comportato in maniera fantozziana. Ragionando con calma e con metodo avrei dovuto capire, alla mia età e con la mia esperienza, accorgermi che quella era un'auto a cinque porte!


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