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Visualizzazione dei post da novembre, 2020

I Shardana di Porrino

  L’opera lirica I Shardana di Ennio Porrino affonda le sue radici nella più remota antichità della nostra isola, pur essendo annoverabile, a pieno titolo, tra le maggiori opere musicale del novecento. Ennio Porrino, nel comporre la sua opera I Shardana (che inizialmente si intitolava Hutalabì , il grido di guerra dei guerrieri Shardana attribuito al grande poeta nuorese Sebastiano Satta) si è ispirato alla tradizione sarda in tutte le direzioni: nella musica, nella storia, nella tradizione, nei costumi e nelle scene; e nei sentimenti, nella voglia di riscatto e di ridare luce alla Sardegna, al suo popolo, alla sua storia. Ecco un altro mirabile esempio di superamento del detestato grafo centrismo storico, che ha relegato la Sardegna e i Sardi nel dimenticatoio della storia, tra i popoli dannati, tra le genti senza voce e senza identità. Emblematico questo brano del grande musicologo tedesco Felix Karlinger : “Ciò che in senso speciale è musica sarda può in senso lato valere come m...

Gigi Riva, per me, è il più grande di sempre

  Ho stimato in gioventù tre grandi campioni: Gigi Riva, Pelè Dos Santos e Diego Armando Maradona. Oggi è morto Maradona, El Pibe de Oro e mi dispiace.  Tuttavia per il più grande di tutti resta Gigi Riva. E spiego perché. Gigi Riva è stato grande in una terra, la Sardegna, dimenticata dal mondo, in una Cagliari povera e provinciale.  E lui, il grande mancino di Leggiuno, non si è fatto incantare da niente e da nessuno. La grandezza di un uomo e di un calciatore, va misurata anche in questo. Pelè apparteneva al grande, immenso Brasile. Maradona è stato grande in un'epoca in cui i mass-media hanno reso più facile la sua gloria. Ma il N. 1 resta lui. il sardo Gigi Riva. 

I Thirsenoisin a Sapiens

Nel programma Sapiens, andato in onda ieri sera sui Raitre, Mario Tozzi attribuiva a Platone un riferimento a una popolazione tirrena (I Thirsenois vengono definiti altrove) che sembra corrispondere a quella sarda dei Shardana navigatori e dei Nuragici costruttori di torri ( Il popolo dei Thirsenoisin, per l’appunto). Mi e' sembrato un buon programma sulla SARDEGNA, condotto al di fuori del consueto, fuorviante grafocentrismo, che caratterizza da sempre gli stdi sul passato dei SARDI E SULLA LORO preistoria. Se proprio dobbiamo riferirci a fonti scritte, facciamolo con prudenza e soltanto, eventualmente, per corroborare la realtà che abbiamo sotto gli occhi (e sotto i piedi): più di settemila nuraghi, oltre duemila pozzi sacri, tremila domus de Janas , tremila tombe dei giganti e menhir sparsi ovunque. Un’ultima annotazione: non pensiamo di essere stati (e non lo siamo neppure oggi) un’etnia unica e pure. Personalmente non escludo che i Shardana siano giunti in Sardegna, dal mar...